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Come resistere alla fame incontrollabile

Il meccanismo della fame è una funzione evolutiva necessaria alla sopravvivenza ed è legata ai centri del piacere; gli stessi che, senza preoccuparsi delle conseguenze per l’organismo, ci spingono a esagerare con snack dolci e pasti fuori orario. Quando si tratta di cibo, esistono diversi modi per controllare gli attacchi e dunque rafforzare la consapevolezza di quello che stiamo facendo, permettendoci di capire se la voglia è dettata da un effettivo bisogno del corpo (a corto delle sostanze contenute in quegli alimenti) o da fattori emotivi.

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Avere a portata di mano spuntini ipocalorici
Quando lo stomaco brontola è facile cedere al fascino dei distributori automatici; l’offerta gastronomica delle macchinette vanta però un triste primato per le quantità di grassi idrogenati e calorie. Meglio, allora, avere un tapperware pronto con finocchi, carote, cetrioli non conditi. Questi alimenti, dall’apporto calorico minimo, sono in grado di placare la fame e vi faranno sentire subito meglio grazie alle vitamine contenute. Se, invece, preferite uno spuntino più veloce, potete optare per uno yogurt con lo 0,1% di grassi. Gli aromi alla vaniglia o al caffè appagheranno il bisogno di dolcezza e stimoleranno il metabolismo grazie alle proteine.

Fare attività fisica
L’attività fisica, anche a bassa intensità, ha il beneficio di far produrre endorfine al nostro cervello. Inoltre, aiuta a gestire lo stress alleggerendo il fisico da quelle pressioni che ci portano ad aprire il frigo. Se non hai tempo per la palestra, approfitta della pausa pranzo per fare due passi: camminare è un’attività alla portata di tutti, stimola la circolazione, aiuta a digerire e soprattutto tiene lontani i pensieri dal bisogno di gratificazione che dà il cibo ipercalorico.

Diminuire l’apporto di zuccheri

Quando prese dalla morsa della fame ci concediamo un biscotto piuttosto che una mela o uno yogurt, stiamo alimentando un processo chimico che ci spinge a servirci un’altra porzione piuttosto che a fermarci. Tutti gli alimenti con un indice glicemico molto alto, infatti, innalzano la pressione sanguigna velocemente e, con la stessa velocità, la fanno precipitare, spingendoci a cercare qualcosa da mangiare per ripristinare l’equilibrio perso. Questo processo può essere prevenuto assumendo carboidrati complessi, ovvero preparati con farina integrale, a lento rilascio energetico.

L’aiuto della liquirizia, del caffè e della crusca d’avena
Tre ingredienti molto diversi tra loro ma con una cosa in comune: allontanano il bisogno di mangiare. Se liquirizia e caffè, fra l’altro, incidono anche sull’attenzione, alla crusca va il singolare merito di “gonfiarsi” nello stomaco placare gli stimoli dell’appetito per diverse ore, specialmente se assunta con molta acqua. L’unica accortezza per quanto riguarda il caffè è di non esagerare e, piuttosto, bere un decaffeinato per “spezzerà la fame” e senza rinunciare alla pausa in ufficio.